DIARIO 7
“Morning”, “Morning, how are you?”. “I’m ok, and you?” “Eeeee”
Questo e’ il ritornello di ogni mattina, scambiato a ripetizione tra me e i ragazzi e le ragazze che alle 7:15 si recano alla scuola di Muyenga, il villaggio dove e’ situata la nostra (scandalosamente bella) casa. I primi giorni destavo sorpresa e, credo, qualche timore: un muzungu in giro a quell’ora e per giunta a piedi? Tutt’oggi sono squadrato sin da lontano, poi gli sguardi si abbassano in segno di rispetto, per rialzarsi accompagnati da un gran sorriso per rispondere al mio saluto. Non prendono l’iniziativa, intimoriti da questa faccia foresta che se ne va in giro con zaino, marsupio e, a volte, borsa con gli stivali e casco. Richard, proprio ieri, mi ha detto che era da un po’ che voleva fermarmi e parlare con me, sapere da dove vengo, cosa faccio qui, chi sono. Tutti i giorni lo incrocio lungo la via e sin dalla prima volta mi ha colpito per l’aspetto simpatico e facilmente riconoscibile per via dei denti sporgenti >>>
Questo e’ il ritornello di ogni mattina, scambiato a ripetizione tra me e i ragazzi e le ragazze che alle 7:15 si recano alla scuola di Muyenga, il villaggio dove e’ situata la nostra (scandalosamente bella) casa. I primi giorni destavo sorpresa e, credo, qualche timore: un muzungu in giro a quell’ora e per giunta a piedi? Tutt’oggi sono squadrato sin da lontano, poi gli sguardi si abbassano in segno di rispetto, per rialzarsi accompagnati da un gran sorriso per rispondere al mio saluto. Non prendono l’iniziativa, intimoriti da questa faccia foresta che se ne va in giro con zaino, marsupio e, a volte, borsa con gli stivali e casco. Richard, proprio ieri, mi ha detto che era da un po’ che voleva fermarmi e parlare con me, sapere da dove vengo, cosa faccio qui, chi sono. Tutti i giorni lo incrocio lungo la via e sin dalla prima volta mi ha colpito per l’aspetto simpatico e facilmente riconoscibile per via dei denti sporgenti >>>
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