L’Algeria è una Repubblica Presidenziale Democratica, divenuta tale nel 1962 successivamente alla guerra di decolonizzazione con la Francia. Fino al 1991 il Fronte di Liberazione Nazionale è stato l’unico partito presente sul territorio nazionale e, con la comparsa delle prime elezioni multipartitiche in quell’anno, l’Algeria è ricaduta in una guerra civile iniziata a causa di un golpe militare promosso per dichiarare nulle le elezioni che avevano visto la vittoria del Fronte Islamico di Salvezza (FIS). Nel 1999 si è avviato il processo di pace con l’elezione del primo Presidente non militare, Boutefilka, che ha offerto l’amnistia a tutti i combattenti islamici in cambio del disarmo dei gruppi combattenti. Nel 2006, di fronte alla decisione dei gruppi di non deporre le armi, il Presidente ha promosso un referendum per chiedere al popolo la sua volontà a chiudere con il passato. Nonostante questo gesto sia stato visto da molti negativamente, l’alta percentuale dei consensi ha fatto pensare che la popolazione civile fosse pronta per andare avanti lasciandosi alle spalle quanto avvenuto con la guerra civile. Il pensiero non ha avuto però modo di concretizzarsi in maniera efficace a causa da un lato della riapertura del fronte islamico che vede il Gruppo Salafita di Predicazione e di Combattimento riprendere l’attività mutando il nome in Organizzazione di Al-Qaeda in Maghreb e dall’altro la costante tensione in Calibia regione che, dopo una ribellione autonomista della minoranza berbera duramente repressa nel 2001, aspetta ancora il riconoscimento dei propri diritti.
L’Algeria e le Mine:
L’Algeria è membro del Trattato di Ottawa per la messa al bando delle mine dal 1 aprile 2002 e, nel 2003, ha istituito un comitato interministeriale per l’implementazione del trattato. Nel 2005 ha completato l’eliminazione della sua riserva di mine ma ne ha tenute alcune migliaia per scopi addestrativi che sono state ulteriormente ridotte tra il 2008 e il 2009. Nonostante questo diverse sono state le notizie riportate dai media riguardanti l’utilizzo di mine da parte di gruppi di ribelli e di “gruppi terroristici” e, nel 2007 pare che le riserve nascoste di mine antiuomo ammontassero a circa 2800 pezzi, il maggior numero di mine presenti su un territorio successivamente alla firma del trattato. L’Algeria è un Paese contaminato ancora dalle mine di conflitti avvenuti nel periodo della II guerra mondiale e, dal 1999 al 2008 sono state contate all’incirca 273 vittime di mina di cui 90 sono decedute ma, naturalmente, molte altre possono essere le vittime di cui non si è a conoscenza. Ancora oggi il Paese non ha un programma formale di educazione al rischio mine ma alcune organizzazioni, già dal 2008, si sono mosse per sopperire al problema e per cercare di favorire l’assistenza sanitaria, la riabilitazione e la reintegrazione nella società delle vittime.
Fonti: http://it.peacereporter.net/
Landmine Monitor Report 2009 http://www.the-monitor.org/