MINE IN UGANDA

L’Uganda è divenuto indipendente dalla Gran Bretagna nel 1962 ma da allora, grazie ad una politica britannica di “divisioni tribali”, è divenuta una delle zone più travagliate del Continente africano a causa di una serie di colpi di stato, repressioni e purghe che si sono susseguite negli anni provocando migliaia di morti. Dal 1962 al 1985 l’Uganda è stato sottoposto a diversi massacri portati avanti dall’esercito nei confronti degli oppositori politici alla politica del Paese che vedeva concentrata nelle sole mani del Presidente tutto il potere del governo ed è stato coinvolto in diverse guerre attraverso le quali il governo cercava di risollevare la drastica situazione economica in cui versava il Paese. L’attuale Presidente, Museveni, è stato eletto per la prima volta nel 1985 e, nonostante siano stati diversi i tentativi di destituirlo da parte del Lord Resistance Army (Lra), l’ultima nel 2006, nessuno è andato a buon fine vedendo iniziare tra le altre cose, proprio nel 2006, una serie di trattative di pace con i ribelli che dal 1988 cercavano di rovesciare il governo. Proprio con la presidenza Museveni l’Uganda è stato coinvolto nella guerra Congolese che ha visto l’ONU accusare Kampala di condizionare il processo di transizione del Congo e di sfruttare i traffici di minerali preziosi presenti nel Paese. Nel 2005 l’Uganda ha visto le sue prime elezioni multipartitiche che però sono state “truffate” dai collaboratori di Museveni che hanno incarcerato il candidato dell’opposizione fino all’avvenuta proclamazione della presidenza di Meseveni che rimarrà in carica fino al 2011. Nonostante questa apparente stabilità, il partito di Museveni ha perso il potere politico che gli era riconosciuto quando era l’unico presente sul territorio e gli obiettivi politici continuano a rimanere la fine della guerra con l’Lra e una conseguente riconciliazione con le tribù del nord.


L’Uganda e le mine:

L’Uganda è divenuto membro del trattato di Ottawa per la messa al bando delle mine nel 1999 ma non ha adottato delle misure nazionali per favorire l’implementazione del trattato. L’Uganda ha completato la distruzione delle sue riserve nel luglio 2003 ma ci sono state accuse rivolte al governo ugandese di utilizzare mine antiuomo nella guerra nella Repubblica del Congo nel 2000 e al Lord Resistance Army per l’uso di mine all’interno del Paese nel 2004. Dal 1999 in Uganda sia il governo che le organizzazioni internazionali hanno promosso dei programmi di educazione al rischio mine ma, nonostante il tentativo di incrementarlo e migliorarlo è rimasto comunque al di sotto delle aspettative a causa del conflitto e della mancanza di fondi fino al 2008, anno in cui è stato dichiarato approvato secondo gli standard nazionali. I servizi alle vittime rimangono comunque ancora inadeguati. Il governo si è fatto carico dell’assistenza sociale e dell’implementazione dei gruppi di sostegno per i sopravvissuti ma nonostante questo, il piano di assistenza 2008-2012 deciso nel Nairobi Action Plan 2005-2009, è iniziato solo a metà del 2009 a causa della mancanza di risorse.

Fonti: http://it.peacereporter.net/

Landmine Monitor Report 2009 http://www.the-monitor.org/